Prelatura
Nullius
La Regia Cappella
di S. Pietro fondata da Re Ruggero Il nel
Palazzo Reale di Palermo, fu eretta parrocchia
nel 1132. Risale quindi a quell'anno l'istituzione
del Cappellano Maggiore del Regno di Sicilia,
il quale, preposto alla Chiesa di S. Lucia
(del Mela), venne insignito di una propria
Sede. Nel 1206, morto Stefano, Vescovo di
Patti e Lipari e nel 1215 Federico
II° di Svevia fu riconosciuto contemporaneamente
Re di Germania, d'Italia e di Sicilia e
nel 1220 venne incoronato in Roma imperatore
e a Palermo Re di Sicilia. Con il suo avvento
al trono, per la Sicilia si aprì
un periodo fulgido e prospero, e anche Santa
Lucia ne ebbe i suoi benefici, infatti durante
la vacanza della sede, il Re e Imperatore
Federico staccò il territorio di
S. Lucia dalla diocesi di Patti e lo cedette
al suo Cappellano Maggiore e la elevò
alla dignità di “Preletura
Nullius” (di nessun Vescovo
ma direttamente soggetta alla S. Sede).
Questi non aveva fino allora né Chiesa
propria né redditi fissi e l'onorifico
ufficio veniva affidato dal re a qualche
vescovo di Sicilia o ad altro degno ecclesiastico.
Così la chiesa di Santa Lucia,
per mano di Re Federico, diviene la prima
e quindi la più antica “Prelatura
Nullius” di quante ne siano
state create dalla S. Sede lungo il percorso
dei secoli. Dallo stesso Annuario Pontificio
risulta infatti che essa è l'unica
in Sicilia e la più antica d'Italia
e del mondo Cattolico. Subito dopo in ordine
di tempo è quella di Altamura (1248),
Pompei (1926) e Loreto (1935).
Avendo
Federico scelto S. Lucia per luogo di sua
villeggiatura , conferì il territorio
e l'amministrazione delle Chiese con tutti
i diritti al Cappellano Maggiore del Regno.
Ciò non piacque a Giacomo, sesto
vescovo di Patti, il quale nel 1228 tentò
di rivendicare il territorio di S. Lucia,
ma una transazione - e un compenso di duemila
tarì - compose la vertenza.
Filippo,
nono vescovo di Patti-Lipari, impugnò
la transazione e nel 1248 fece ricorso all'imperatore,
il quale, con regio diploma, pose fine alla
contesa, confermando l'indipendenza di S.
Lucia, "Urbs deliciae nostrae",
e cedendo a Patti la terra di Sinagra e
una parte dei boschi di Ficarra. Le decisioni
del Sovrano avevano grandi risvolti sulle
questioni religiose perché si avvaleva
della facoltà di Legato Pontificio,
secondo il supposto privilegio accordato
da Urbano Il al Conte Ruggero, il 5 Luglio
1098. Di questo speciale privilegio se ne
avvalsero - talvolta anche abusandone -
tutti i Re di Sicilia, i quali regolavano
la disciplina ecclesiastica e la vita religiosa
nell'isola per mezzo del cosiddetto Tribunale
della Regia Monarchia ed Apostolica Legazia,
abolito da Pio IX il 20 gennaio 1864.
Lo stesso
Pontefice eresse S. Lucia ed il suo territorio
in "Prelatura nullius". Essa comprende
i Comuni di S. Lucia del Mela, S. Filippo
del Mela, Pace del Mela, Gualtieri Sicaminò
e rispettivamente le frazioni di S. Giovanni,
Archi, Cattafi, Corriolo, Olivarella, Giammoro,
Soccorso (km2 119). Il flusso migratorio
ha ridotto a 19.000 il numero degli abitanti,
all'assistenza religiosa dei quali attendono
undici parrocchie.
Da allora
fino ad oggi 67 vescovi hanno guidato la
prelatura:
-
Gregorio
Mostaccio. E' il primo dei Prelati che,
per concessione del Re, ebbe la Chiesa
di Santa Lucia
-
Bartolomeo Antiocheno. Figlio di Corrado
Capycio o Caputo, nipote dell'Imperatore
-
Damiano de Palizio. Dottore in diritto
civile, Assai stimato dal re, nel 1302,
insieme con Cataldo Russo e Federico d'Incisa
fu mandato ambasciatore per trattare la
pace con Bonifacio VIII.
-
Pietro de Pernis. Eletto Cappellano Maggiore
nel 1340, si distinse per virtù
e perizia nelle lettere. Su proposta del
re, Clemente VI nel 1346 lo nominò
Vescovo di Patti, dove morì il
21 gennaio 1354.
-
Orlando Brunello. Messinese, rivestì
contemporaneamente la dignità di
Cappellano Maggiore e di Ciantro della
Cappella Palatina dal 1344 al 1355.
-
Francesco
De Luca. Maestro in Sacra Teologia (1355
- 1360).
-
Dionigi
De Murcia. Eletto Cappellano Maggiore
nel 1360, divenne Arcivescovo di Messina
nel 1363 ed aiutò molto re Federico
in varie legazioni. Scrisse, tra l'altro,
i Commentari al Libro delle Sentenze.
-
Filippo da Castrogiovanni. Maestro in
Sacra Teologia, venne eletto Cappellano
Maggiore nel 1363.
-
Ubertino da Corleone. Uomo di grande abilità
nel trattare gli affari, fu mandato dal
re Federico III per stabilire l'alleanza
con la regina Giovanna di Napoli.
-
Filippo Crispo. Messinese, nel 1392 divenne
Arcivescovo di Messina, dove morì
nel 1402.
-
Filippo De Ferrario. Maestro in S. Teologia
e predicatore esimio, fu uomo di grandi
meriti. Il 12 gennaio 1402 re Martino
lo nominò Cappellano Maggiore.
-
Tommaso Crisafi. Messinese, già
Provinciale dei Frati Minori,Arcivescovo
di Messina dal 1408, venne eletto Cappellano
Maggiore nel 1416.
-
Giovanni de Stefano.Abbate di S. Maria
d'Altofonte, dal 1424 fu altresì
Regio Maggior Cappellano.
-
Giacomo Porzio. Messinese, dei Baroni
di Protonotaro. Cappellano Maggiore di
Re Alfonso.
-
Giacomo Gallarat. Beneficiale di S. Lucia,
fu inoltre Ciantro della R. Cappella Palatina,
Abbate di S. Maria de Ammirato e di S.
Maria de Terrana (Caltagirone).
-
Alemanno de Sicar. Nel 1450 commutò
la Ciantria della Palatina col beneficio
di Santa Lucia.
-
Puccio de Palizio. Canonico messinese,
nel 1452 ottenne dal re l'Abbazia di S.
Lucia e l'ufficio di Cappellano Maggiore.
-
Giacomo Bonanno. Siciliano, di nobilissimo
casato, nel 1456 ebbe da re Alfonso il
beneficio di S. Lucia e l'ufficio di Cappellano
Maggiore.
-
Giacomo Gagliardo. Nel 1457 unì
alle cariche di Cappellano Maggiore e
di Ciantro della Palatina il beneficio
di Santa Lucia.
-
Gabriele Enguerra. Dottore in Teologia
e Ciantro della Palatina, nel 1458 ottenne
dal re la Cappellania Maggiore del regno
e l'Abbazia di Santa Lucia, alla quale
rinunziò nel maggio del 1462.
-
Angelo Stayti. Messinese, Maestro Cappellano
e Abbate di Santa Lucia nel 1464 circa.
-
Federico de Vitale. Palermitano, canonico
millenario della Metropolitana e Vicario
Generale dell'Archidiocesi, venne nominato
Cappellano Maggiore del regno e Abbate
di Santa Lucia. Nel 1482 a sue spese fece
restaurare il soffitto della Palatina
e commissionò il pregevole Fonte
Battesimale tuttora in uso nella Cattedrale
di Santa Lucia. Mori nel 1483.
-
Leonardo De Albertis. nominato dal viceré
Gaspare de Spe Cappellano Maggiore e Abbate
di Santa Lucia il 9 ottobre 1483.
-
Gian Martino de Vitale. nipote di Federico
de Vitale, Arcidiacono della Metropolitana
di Palermo e Ciantro della Palatina, fu
nominato nel 1484 Abbate di Santa Lucia
a beneplacito del re. Morì il 20
febbraio 1491.
-
Dalmazio di Tolosa. Dottore in diritto
civile e canonico, Canonico della Cattedrale
di Messina, eletto nel 1485 Cappellano
Maggiore e Abbate di Santa Lucia, ebbe
inoltre il beneficio patronato di S. Maria
di Castellammare di Messina.
-
Alfonso d'Aragona. Figlio di re Ferdinando
II, Arcivescovo di Saragozza, Ciantro
della R. Cappella di S. Pietro in Palazzo
(Palatina) e Abbate di S. Lucia nel 1492.
Nel 1497 ottenne dal re un diploma con
il quale venivano confermati tutti i privilegi,
grazie, libertà e indulti di cui
godeva la Chiesa di S. Lucia.
-
Giacomo Conchilles. Eletto Cappellano
Maggiore e Abbate di S. Lucia prima del
1505, mentre era già Vescovo di
Granada e di Oppido (in Calabria); nel
febbraio del 1508 divenne Vescovo di Catania.
-
Giovanni Michele de Majo da Barcellona
(Spagna). Figlio del regio consigliere
Giovanni, già Abbate di S. Filippo
e di S. Salvatore della Placa (presso
Francavilla di Sicilia). Nominato Cappellano
Maggiore e Abbate di S. Lucia nel 1508.
-
Diego Herrera, da Saragozza. Dottore in
diritto civile e canonico, in seguito
alla rinuncia del predecessore, venne
eletto nel 1510 Cappellano Maggiore e
Abbate di S. Lucia. Nel 1513 gli fu altresì
conferita l'Abbazia basiliana di S. Maria
di Gala, nei dintorni di Castroreale.
-
Giovanni Rizzo, Patrizio e Decano del
Capitolo di Messina, Protonotario Apostolico,
ottenne la Cappellania Maggiore e l'Abbazia
di S. Lucia nel 1516 circa. Il 7 Giugno
1529 Antonello Gagini gli consegno la
bellissima statua marmorea della Madonna
della Neve che gli era stata commissionata
tre anni prima. Morì il 20 agosto
1530.
-
Girolamo Zafarana. Benedettino messinese,
Abbate di S. Lucia e Cappellano Maggiore,
nonché Abbate del Monastero basiliano
di S. Salvatore di Placa per cessione
di Clemente Majo. Nel 1535, quando Carlo
V, reduce dalla vittoriosa spedizione
di Tunisi, sbarcò in Sicilia, lo
Zafarana esercitò tutte le prerogative
del suo ufficio di Cappellano Maggiore,
celebrando la S. Messa alla presenza dell'imperatore
e benedicendo la mensa. Già vecchio
morì nel 1575.
- Pietro Manriquez di
Buytron. Spagnolo, Dottore in Sacra Teologia,
venne eletto contemporaneamente Cappellano Maggiore,
Abbate di S.Lucia e di S. Maria di Roccadia,
dell'Ordine Cistercienste, presso Lentini.
- Girolamo Riggio. Palermitano,
Dottore in Teologia e in diritto civile e canonico.
Cappellano alla corte spagnola di Filippo II,
venne da Luì nominato Arcidiacono di
Agrigento nel 1574 e, nel 1585, Cappellano Maggiore
e Abbate di S. Lucia. Fece quindi ritorno in
patria, dove ebbe da tutti degne accoglienze.
- Giovanni de Spinar.
Spagnolo, Inquisitore del Regno di Sardegna,
fu Cappellano Maggiore del regno e Abbate di
S. Lucia dal 1590 al 1601. Morì in Sardegna.
- Simone Rao Grimaldi.
Palermitano, eletto il 15 agosto 1602, dalla
Santa Sede ottenne che l'Abbate di S. Lucia
potesse usare nelle Messe solenni gli indumenti
pontificali come i Vescovi (Mitra, Pastorale,
guanti, anello, Croce pettorale, trono ecc.).
Morì il 12 marzo 1616 in Palermo, dove
s'era recato per motivi di salute. Sotto il
gpverno di Mons, Rao vennero a S. Lucia i Cappuccini,
i quali nel 1610 costruirono il loro Convento,
nonostante l'opposizione dei Frati Minori e
dei Conventali.
- Antonio
Franco. Patrizio napoletano, insigne per
innocenza divita e santità. Cappellano
d'onore alla corte di Filippo III re di Spagna,
venne nominato Cappellano Maggiore e Abbate
di S. Lucia il 12 novembre 1616. Morì
il 2 settembre 1626 in grande concetto di santità,
tanto che il suo corpo divenne oggetto di venerazione.
- Vincenzo Firmatura,
da Corleone. Fu eletto con lettere reali del
24 marzo 1628 e si distinse per integrità
di vita e perizia nelle scienze. Condusse a
termine la ricostruzione della Cattedrale. Morì
in Palermo il 3 marzo 1648.
- Martino La Farina.
Palermitano dei marchesi di Madonia. Nominato
da Madrid il 21 settembre 1648, difese strenuamente
i diritti della Prelatura. Ricco di meriti,
morì il 17 settembre 1668 e fu sepolto
nella Cattedrale di S. Lucia.
- Simone Impellizzeri,
nacque a Noto, ma la famiglia era oriunda da
Siracusa. Protesse i poveri e si affezionò
tutti i cittadini. Ottantenne, cessò
di vivere in Siracusa nell'agosto del 1701.
- Carlo Massa. Catanese,
dei Baroni di S. Gregorio. Nel 1693 lasciò
Catania distrutta dal terremoto dalle cui rovine
scampò miracolosamente, e si trasferì
a Palermo donde passò in Spagna. Qui
si fece apprezzare e divenne Cappellano d'onore
alla corte reale. Con lettere date in Madrid
il 4 dicembre 1702 fu nominato Abbate di S.Lucia
e, mentre da lui si aspettavano grandi cose,
passò all'eternità il 26 dicembmre
1704, all'età di appena anni 31.
- Pietro Solerà
Montoja, nobile di Tarascona (Spagna) e Professore
di filosofia e Teologia nell'Università
di Elcalà de Henares, Vicario Generale
ed Esaminatore sinodale di Cuenca, venne eletto
Prelato Ordinario e Cappellano Maggiore nel
1709. Morì a 39 anni, il 31 marzo 1711
e fu sepolto in Cattedrale.
- Francesco Barabàra,
di Trapani. Compiuti gli studi teologici presso
il Collegio Romano, ( la Gregoriana) vi conseguì
la laurea e fu annoverato fra i Protonotari
Apostolici. Nel maggio del 1712 da re Filippo
V venne eletto Abbate di S. Lucia e Cappellano
Maggiore e poco tempo dopo, dinanzi a Vittorio
Amedeo di Savoia divenuto re di Sicilia, ne
esercitò l'ufficio celebrando la Messa
e benedicendo la mensa reale. Morì settantaquattrenne
il 15 gennaio 1732
- Antonio Ura, milazzese.
Era Cappellano d'onore e predicatore dell'imperatore
Carlo VI quando con Bolle Pontificie del 15
ottobre 1732 venne eletto Abbate di S. Lucia
e Cappellano Maggiore del regno. Morì
improvvisamente il 28 ottobre 1735 mentre faceva
ritorno a S. Lucia e fu sepolto nella Chiesetta
di Belvedere.
- Marcello Moscella,
messinese, venne eletto da Clemente XII, il
5 gennaio 1736, Prelato Ordinario della città
di S.Lucia e Cappellano Maggiore del regno di
Sicilia. Morì il 10 aprile 1760, a 69
anni e 10 mesi, e fu sepolto nel suo magnifico
mausoleo di marmo.
- Scipione Ardoino. messinese,
dei Principi di Alcontres, eletto Prelato di
S. Lucia da Re Ferdinando il 24 ottobre 1767
e da Clemente XIII con Bolle Pontificie del
19 dicembre. Con R. Decreto del 9 luglio 1768
fu nominato Cappellano Maggiore per la sola
città di S. Lucia e suo distretto.
- Emanuello Rao-Torres,
palermitano, dei Principi della Cuba Reale.
Nel novembre 1771 venne nominato dal Re Prelato
di S. Lucia, le Bolle Pontificie recano la data
del 18 dicembre dello stesso anno. Prese possesso
il 21 gennaio 1772 per procura, delegando a
ciò il Vicario Generale Decano Vincenzo
Pagano, e fece il solenne ingresso il 24 maggio.
Mori in Palermo e fu sepolto nel cimitero dei
Cappuccini il martedì Santo 14 aprile
1778.
- Carlo Santacolomba,
palermitano. Era Cappellano Sacramentale nella
parrocchia di S. Nicolò alla Kalsa quando
venne eletto Prelato di S. Lucia con Bolle pontificie
del 1780. Prese possesso il 29 aprile dello
stesso anno e fece l'ingresso il 3 luglio. Eletto
Vecovo titolare in Anemurio, ricevette la consacrazione
nella ( allora ) Regia Cattedrale il 2 aprile
1786. Fu altresì Vicario Capitolare di
Lipari, dove chiuse la sua esistenza il 13 luglio
1801.
- Alfonso Airoldi, palermitano,
Giudice della R. Monarchia, ed Arcivescovo di
Eraclea. Eletto nel 1803, governò - tramite
un Regio Preposito - da Palermo, dove risiedeva
e dove cessò di vivere il 25 marzo 1817.
- Gabriele M. Gravina,
dei Principi di Montevago, Vescovo titolare
di Flaviopoli, figura tuttavia Cappellano Maggiore
del Regno, Regio Consigliere e Prelato Ordinario
dal gennaio al settembre 1818.
- Giacomo Coccia, patrizio
Luciese. Già Arcidiacono e Regio Preposito,
il 15 settembre 1818 venne eletto Prelato Ordinario
e Vescovo tit. di Antinoe, in seguito al Concordato
tra la Santa Sede e il Regno delle Due Sicilie.
Ricevette la consacrazione episcopale nella
Cattedrale di S. Lucia dal Vescovo di Patti
Mons. Silvestro Todaro ed ebbe dalla Sede Apostolica
l'onorifico incarico di imporre il Tallio all'Arcivescovo
di Messina Mons. Francesco di Paola Villadicani,
elevato poi alla Sacra Porpora. Morì
il 4 giugno 1829.
- Ignazio Avolio, siracusano.
Nominato nel 1834, rinunciò alla Prelatura
il 22 febbraio 1844. Latinista e grecista insigne,
possedeva una cultura assai vasta. Pubblicò
varie opere, tra cui: Cenni sopra l'antico Metropolitano
di Siracusa; Dei dazi in Sicilia nelle epoche
antiche; Delle scuole e delle accademie di Siracusa
dall'epoca greca all'epoca cristiana (voi. I)
- dall'epoca cristiana al sec. XVIII (voi. II);
Discorso per la solenne apertura del Seminario
Luciese, tenuto il 12 gennaio 1836.
- Paolo Maria Mondio,
messinese. Eletto nel 1850, nel Concistoro del
marzo 1852 venne creato Vescovo di Miriofiti.
Morì il 4 settembre 1857.
- Carlo Vittore Papardo,
dei Principi del Parco, messinese. Era Preposito
dei Teatini della sua città quando nel
maggio del 1858 fu eletto Prelato Ordinario.
Pochi mesi dopo, nel Concistoro del 27 settembre,
PIO IX lo preconizzò Vescovo titolare
di Mindo; per la festa della Patrona fece il
solenne ingresso in S. Lucia. Traslato a Patti,
lasciò S. Lucia il 30 dicembre 1871.
- Gaetano Blandini, da
Patagonia (Catania) in diocesi di Caltagirone,
ebbe conferita la Prelatura di S. Lucia prima
con decreto reale del 22 luglio 1880 e poi con
bolle pontificie del 13 agosto. Prese possesso
per procura il 19 settembre e fece il solenne
ingresso il 13 febbraio 1881. Nel Concistoro
del 13 maggio dello stesso anno fu creato Vescovo
titolare di Sergiopoli. Dopo appena due anni,
il 15 febbraio 1883, passò ad Agrigento
in qualità di Coadiutore con diritto
di successione di quell'Ecc.mo Vescovo. Introdusse
la pia pratica del mese mariano, curò
personalmente l'istruzione catechistica, diede
impulso alle Prime Comunioni, riaprì
il Seminario e volle che le migliori vocazioni
ricevessero soda formazione ecclesiastica nel
Seminario di Noto, dove suo fratello Giovanni
era Vescovo.
- Stefano Gerbino. dei
Baroni di Cannitello. palermitano. Apparteneva
all'Ordirne dei Benedettini ed era Vicario Generale
di Monreale. Eletto Prelato Ordinario il 3 giugno
1890, la sua nomina - per la nequizia dei tempi
- non ottenne il regio exsequatur; non potè
quindi prendere possesso e governare la diocesi.
Il 10 settembre 1895 Leone XIII lo trasferì
alla sede di Trapani.
- Giuseppe Fiorenza,
di Monreale, dov'era stato Canonico Teologo
e poi Parroco, Professore di lettere latine
e greche in quel celebre Seminario. Neppure
la sua nomina, avvenuta l'11 novembre 1895,
ebbe il riconoscimento civile e per conseguenza
nel Concistoro del 22 giugno 1896 il Papa lo
destinò Arcivescovo di Siracusa.
- Vincenzo Di Giovanni.
Nato a Salaparuta ( Trapani ) in diocesi di
Mazara del Vallo, era Professore all'Università
di Palermo quando, il 21 ottobre 1896, Leone
XIII lo nominò Prelato Ordinario elevandolo
alla sede titolare di Teodosiopoli il 14 marzo
1897. Uomo di grande dottrina e Archeologo insigne,
fu autore di numerose pubblicazioni. Pur non
avendo ottenuto il regio exsequatur, venne per
amministrare la S. Cresima in città e
diocesi dal 4 al 18 luglio 1898. Per motivi
di salute, il 4 marzo 1901, rinunciò
alla Prelatura e fu promosso Arcivescovo titolare
di Pessinonte. Il 16 aprile dello stesso anno
il Papa nominò Vescovo titolare di Sinope
e Amministratore Apostolico della Prelatura
Nullius Mons Francesco Certo, che era Arciprete
di Còndro. Colto e prudente, governò
con saggezza e fermezza. Dopo la sua morte,
avvenuta nel febbraio del 1911, la Prelatura
rimase affidata un pò ai Vicari Capitolari,
un pò all'Arcivescovo di Messina, il
quale non venne mai né per conferire
la S. Cresima, né per la Visita Pastorale.
- Salvatore Ballo-Guercio,
palermitano, Dottore in Teologia e in diritto
civile e canonico, Cavaliere Magistrale del
Sovrano Militare Ordine di Malta. Preconizzato
Vescovo titolare di Tripoli e Prelato Ordinario
nel Concistoro dell'8 marzo 1920, ricevette
la consacrazione episcopale l'ii aprile nella
Metropolitana di Palermo, della quale era canonico,
e fece il solenne ingresso il primo agosto.
Il Santo Padre Benedetto XV, in una Udienza
alla quale erano stati ammessi alcuni Luciesi,
si degnò mettere in rilievo che S. Lucia
il Prelato « se l'era meritato, perchè
l'aveva tanto desiderato». Il nuovo Vescovo,
nel vigore dei suoi quarantanni, si pose subito
all'opera di restaurazione. Il lunghissimo periodo
di sede vacante aveva fatalmente recato gravi
danni alla vita religiosa, ai quali s'erano
aggiunti quelli materiali causati dal terremoto
del 28 dicembre 1908. Occorreva porre rimedio
agli uni e agli altri ed il Vescovo, senza indugio,
intervenne in ogni settore dove il ministero
pastorale esigeva la sua opera.Ricostruì
il Seminario; curò il restauro della
Cattedrale, di numerose Chiese e del Palazzo;
una più razionale impostazione delle
Quarantore - introdotte nel 1608 da Mons. Rao
- diede nuovo incremento al culto eucaristico;
volle le Missioni al popolo, che furono predicate
dai Padri Redentoristi; chiamò le Suore
Francescane Missionarie dell'Eucarestia, alle
quali affidò l'Istituto dell'immacolata,
da lui fondato nell'ex-convento dei Cappuccini,
regolarmente ceduto alla diocesi. Prese parte
al Primo Concilio Plenario Siculo, tenutosi
in Palermo nel dicembre del 1920, e fu anche
Amministratore Apostolico di Lipari per molti
anni e di Acireale per qualche tempo. Il 18
settembre 1933 venne trasferito a Mazara del
Vallo, rimanendo Amministratore Apostolico della
Prelatura fino al luglio del 1935. In segno
di gratitudine gli venne eretto in Cattedrale
un monumento marmoreo.
- Antonio Mantiero, vicentino,
Dottore in diritto canonico. Vescovo di Patti
dal 1931, fu nominato Prelato Ordinario l'11
giugno 1935 « per unionem in personam
». Prese possesso il 4 agosto e veniva
periodicamente in sede. Trasferito a Treviso
il 1 settembre 1936, rimase Amministratore Apostolico
della Prelatura fino alla presa di possesso
del successore.
- Luciano Geraci, da
Petralia Sottana, diocesi di Cefalù.
Dottore in Teologia e in diritto civile e canonico,
il 6 marzo 1937 venne eletto Prelato Ordinario
e Vescovo titolare di Metone. Di profonda e
sentita pietà,di grande saggezza e prudenza,
alla mitezza seppe congiungere la fermezza.
II suo motto episcopale era « In Corde
Iesu salus », zelò quindi la devozione
al Sacro Cuore di Gesù; premuroso del
bene delle anime, eresse le parrocchie della
Madonna del Rosario, a Giammoro, e dell'Immacolata
a Corriolo, distaccandone rispettivamente il
territorio da quelle di Pace del Mela e di S.
Filippo del Mela. I postumi di un'operazione
chirurgica lo condussero anzitempo alla morte,
avvenuta il 19 luglio 1946 in Petralia Sottana.
Vicario Capitolare in sede vacante Mons. Nicolò
Minniti.
- Luigi Cammarata, da
S. Cataldo (Caltanissetta). Dottore in Teologia
e in diritto civile e canonico, il 4 dicembre
1946 la Santa Sede lo nominò Vescovo
titolare di Cesarea di Mauritania e Prelato
Ordinario; ebbe pure l'incarico di compiere
la Visita Pastorale nell'Archidiocesi di Messina
ma non la condusse a termine per motivi di salute.
Alla sua morte (24 febbraio 1960) l'Amministrazione
Apostolica della Prelatura venne affidata a
S. E. Mons. Russo, Vescovo di Acireale.
- Guido Tonetti, da Trecate
( Novara ). Dottore in Teologia e in diritto
canonico, il 25 luglio 1950 venne eletto Arcivescovo
titolare di Calcedonia, Prelato Ordinario e
Coadiutore dell'Arcivescovo di Messina con diritto
di successione. Prese parte al Secondo Concilio
Plenario Siculo, che ebbe luogo in Palermo dal
14 al 22 giugno 1952. Il 16 febbraio 1957 fu
trasferito a Cuneo e la Prelatura venne data
in Amministrazione Apostolica a S. E. Mons.
Pullano, Vescovo di Patti.
- Francesco Ricceri,
da Biancavilla (Catania). Dottore in Teologia
e diritto canonico. Già parroco in Catania
e Giudice del Tribunale Ecclesiastico Siculo,
il 15 marzo 1957 fu nominato Vescovo titolare
di Cela e Prelato Ordinario. Di grande attività
e di grandi iniziative, nel suo breve governo
ha felicemente realizzato varie opere, alle
quali rimane legato il suo nome. Il 15 maggio
1961 è stato trasferito a Trapani, rimanendo
Amministratore Apostolico della Prelatura.
- Francesco Tortora,
dell'Ordine dei Minimi. Dottore in Teologia
e in Lettere, è nato a Boscotrecase (Napoli).
Parroco di S. Francesco di Paola in Palermo
dal 1963 e Promotore della Fede presso il Tribunale
Ecclesiastico Diocesano, venne preconizzato
Vescovo titolare di Liviade e Prelato Ordinario
nel Concistoro del 19 marzo 1962. Ricevette
la consacrazione episcopale nella Metropolitana
di Palermo il 20 maggio dello stesso anno dall'Em.mo
Sig. Card. Arciv. Ernesto Ruffini, fungendo
da conconsacranti gli Ecc.mi Mons, Francesco
Ricceri, Vescovo di Trapani e Mons. Filippo
Aglialoro Vescovo tit. di Germa di Galazia,
Ausiliare e Vicario Generale di Palermo.
- Salvatore Di Salvo
- Nato a Catania. Vescovo di S.Lucia dal 1972
al 1976.
- Ignazio Cannavò
- Nato ad Acireale (CT). Vescovo di S.Lucia
dal 3 giugno 1977 al 17 maggio 1997. Giovanni
Marra. Nato a Cinquefrondi (RC) il 5 Febbraio
1931. Ordinato presbitero il 19 Settembre 1953.
A servizio della Santa Sede nella Curia Romana
dal 1960 al 1986. Eletto alla Chiesa titolare
di Usula il 7 Giugno 1986 e ordinato Vescovo
il 28 Giugno 1986. Vescovo Ausiliare di Roma
per le attività pastorali ed amministrative
e Segretario Generale del Vicariato. Il 14 Novembre
1989 Arcivescovo Ordinario Militare. Arcivescovo
Metropolita di Messina, Lipari e S. Lucia del
Mela dal 17 Maggio 1997.
- Calogero La Piana -
Nato a Riesi, diocesi di Piazza Armerina, il
27 gennaio 1952. Ordinato presbitero l'8 agosto
1981; eletto alla sede vescovile di Mazara del
Vallo il 15 novembre 2002; ordinato vescovo
il 6 gennaio 2003; promosso alla sede arcivescovile
di Messina - Lipari - Santa Lucia del Mela il
18 novembre 2006. Attuali Incarichi: Membro
della Commissione Episcopale per le migrazioni
e Membro della Conferenza Episcopale Siciliana.
Testi tratti da:
http://www.santaluciadelmela.eu/Curiosando/PrelaturaNullius.html
http://www.diocesimessina.net/storia/storia%20santa%20lucia.htm
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