La storia di
S. Lucia 

Le origini di S. Lucia del Mela,
l’antica ManKarru, si perdono nella notte dei tempi.
Reperti greci (Padre
PARISI ubica a sponda sinistra del Floripotamo, l’altro
fiume di S. Lucia, il tempio di Diana Facellina) e due tombe
romane del II° sec. a.C. attestano, la
presenza
in questi luoghi di insediamenti greco-romani.
Nella galleria delle carte geografiche
in Vaticano, Padre Ignazio DANDI, (nella parte classica dipinta
a rilievo, con l’italiano del tempo (1552) chiama questa
città
"Santa Lucia". La storica vetta del ManKarru o ManKarruna,
grazie alla posizione strategica, è stata un importante
presidio militare per tutte le dominazioni che si sono succedute.
Sui resti di una cinta muraria
ellenica i Bizantini edificarono un fortilizio ricostruito
dagli ARABI tra l’837 e l’851.
Sul declivio del colle i Musulmani
innalzarono anche una moschea
fortezza
trasformata nell’alto Medioevo nella Chiesa di S. Nicola.
Nella zona esisteva, come ricorda il nome di una via, un Lavacro
dei Saraceni, lavatoio pubblico riservato alle donne musulmane
ed una tomba con l’iscrizione araba andata perduta.
Con l’avvento dei Normanni,
il Conte Ruggero, pe
r
adempiere al voto fatto in caso di vittoria sugli ARABI, fece
costruire una chiesa ai piedi del Castello dedicandola alla
santa Martire Lucia di cui era gran devoto (1094). Da quella
data l’arcaico nome ManKarru scompare per fare posto
a quello cristiano di S. Lucia.
Nel 1206, con l’istituzione
della 'Prelatura Nullius" da parte di Federico II di
Svevia che aveva scelto il nostro sito come luogo d
i
svago e di riposo, il tempio ruggeriano diviene Cattedrale.
D’allora ben 65 Prelati si sono succeduti sulla cattedra
luciese
rendendo memorabile la nostra città che si è
via via arricchita di magnifiche chiese e di numerose opere
d’arte.
Fatto ancor più singolare,
il Prelato di S. Lucia era insignito dell'onore di svolgere
le mansioni di Cappellano Maggiore del Regno e come tale aveva
il diritto di sedere in
Parlamento all’11 posto.
Con Federico II° d’ARAGONA
la città venne fortificata con una munita cinta muraria
ed il Castello ristrutturato. Con un proclama si invita la
popolazione della Piana soggetta a ricorrenti scorrerie piratesche
a stabilirsi a S. Lucia, che venne anche ripopolata con una
colonia lombarda.
Fu anche sede di un’importante
Giudecca,
una numerosa comunità ebraica. Fiorente è stata
l’industria della seta e l’attività mineraria
dovuta allo sfruttamento di galena argentifera. La città,
in quanto demaniale, poteva vantare molte famiglie nobili.
Magnifiche chiese,
palazzi, fontane, avanzi di architettura medievale e rinascimentale
fanno di S. Lucia del Mela (il toponimo Mela viene aggiunto
dopo l’Unità d’Italia) una città,
meta d’obbligo per gli amanti del turismo culturale.