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Il
castello 
Il
castello arabo (837 / 851), svevo (1228), aragonese (1332) è
stato protagonista della storia millenaria della città.
Ospitò
FEDERICO II° che poteva dedicarsi alla caccia, suo svago
preferito, sui monti vicini ricchi di selvaggina e lontano dalle
ingerenze dei vescovi delle vicine diocesi, nella "sua"
Prelatura, poté preparare quella che fu definita "la
crociata maledetta".
Nel nostro Castello riecheggiavano i
versi della scuola poetica, siciliana ed una tradizione popolare
vuole che nella prigione, sotto il vano della torre cilindrica
(scoperta nel’67 durante l’esecuzione di lavori)
abbia finito
i suoi giorni suicida Pier delle Vigne protonotaro dell'imperatore,
caduto in disgrazia, che proprio a S. Lucia doveva godere una
stima particolare dal popolo come attesta una via del centro
storico a lui dedicata.
Ristrutturato ed ampliato da Federico
II d'ARAGONA
sovente fu teatro di eventi cruenti e sanguinosi.
Nel '600, decaduto alle funzioni di
difesa grazie alle nuove tecniche militari, conseguenza dell'invenzione
delle armi da fuoco, abbandonato ed in rovina viene ceduto dal
proprietario don Francesco MORRA principe di Buccheri, a Mons.
Simone Impellizzeri, Prelato del tempo (1673), che provvede
subito alla sua ristrutturazione.
La torre, quadrangolare, pericolante,
viene abbattuta per fare posto alla costruzione di un Santuario
dove, al centro di una maestosa cornice barocca, viene collocata
nel 1674 la stupenda statua marmorea della MADONNA DELLA NEVE
di Antonello GAGINI (1529), proveniente
dalla chiesetta rurale di contrada S. Giuseppe.
D'allora la dolce "Castellana"
dall'alto veglia sulla città. Nel 1695, nei locali ristrutturati,
viene trasferito dal Palazzo Prelatizio il Seminario che diviene
in breve tempo un rinomato centro di studi.
Maestri insigni e personalità
eccelse ne hanno percorso la storia. Basti ricordare il luciese
Abate Antonio SCOPPA, letterato, ambasciatore a PARIGI del Regno
delle due Sicilie ed accademico di FRANCIA.
Ed il filosofo Pasquale GALLUPPI, natio
di TROPEA, che giovinetto ebbe a studiare nel nostro seminario,
divenendo professore di
Teologia Dogmatica.
Viene considerato un luciese d'adozione
e molto opportunamente la locale
scuola Media gli è intitolata.
Ai piedi dello scalone interno trovasi
una statua marmorea di S. Michele Arcangelo
attribuita al Calamech (1572), proveniente dalla diruta chiesa
di S. Michele.
All'interno della torre cilindrica,
trova posto una preziosa biblioteca con incunaboli e testi che
vanno dal '500 ai nostri giorni.
Dal belvedere del Castello incantevole
panorama. L’occhio spazia da Capo Calavà a Capo
Vaticano in Calabria con sullo sfondo, a fare da corona, le
sette perle dell'Arcipelago Eoliano. |
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