Oggi Mercoledì 07 Gennaio 2009, ore 02:09, è il 6 ° giorno dell'anno             Santa lucia del  Mela


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Parapendio

(vedi il sito con Google Earth)

       

 

        Santa Lucia del Mela è un sito naturale che si presta benissimo per effettuare questo sport tant'è vero che durante l'estate vediamo tante persone volare sopra le nostre teste e pur non esendoci nessuna struttura a Santa Lucia del Mela esistiano in una guida tedesca di parapendio vedi:

http://www.paragliding365.com/index-p-flightarea_details_3283.html

sarebbe una buona idea sfruttare questa risorsa per l'economia luciese, a 689m. abbiamo un sito in contrada Melia molto conosciuto da coloro che esercitano questo sport.

 


Alcune notizie per i giovani che vogliono incominciare:

 

        Tutti pensano che un parapendio sia una sorta di paracadute e spesso ci si sente chiedere: "Da dove vi buttate?" Questo denota la scarsa conoscenza di questa disciplina: un parapendio vola...non precipita, anche se la forma è simile, esso non ha alcuna attinenza con un paracadute! Un parapendio decolla allo stesso modo di qualsiasi altro mezzo volante (seppur con velocità ridotte), in compenso vola nel modo più magico che esista: quello degli uccelli; una volta decollati è possibile guadagnare quota e spostarsi in altre zone : è un vero mezzo volante portatile, comodo e ragionevolmente economico, da trasportare ovunque in completa autonomia. Bastano pochi passi di rincorsa dalla cima di un pendio e si entra in volo dolcemente…senza “traumi” bensì sostentati in maniera piuttosto “ovattata”…nessun “vuoto d’aria” , nessuna vertigine….solamente l’emozione indescrivibile della più bella sensazione che si possa provare; accade infatti che tutta l'ansia per il volo viene poi a mutare in entusiasmo e rilassatezza, cullati da un'ebbrezza emozionale che si vorrebbe continuasse all’infinito.... Si può accedere in volo in luoghi in cui solo gli uccelli possono arrivare ed esattamente come loro vi si arriva: sostentati dalle correnti termiche ascensionali.
        Il parapendio (paragliding) è un sport di volo ricreativo e competitivo. Un paraglider è un paracadute per il volo libero, che si lancia a piedi. Il pilota siede in una cintura di sicurezza sospesa sotto un’ala di stoffa, con forma fatta dalla pressione d’aria che entra dentro i fori dell’ala.
        Paraglider è categorizzato come paracadute “ascendente”, vale a dire la funzione del paracadute è di alzare in volo il pilota senza l’ausilio di aerei o elicotteri.
        Il decollo si effettua sempre da un pendio sufficientemente inclinato. Questo perché un parapendio ha una traiettoria di volo che punta sempre verso il basso, e se l'inclinazione del pendio è minore di quella della traiettoria di volo non sarà possibile staccarsi da terra. Vi sono due tecniche principali di decollo: dando le spalle alla vela (decollo con rincorsa) e decollo fronte vela (noto anche come decollo alla francese) È sempre fondamentale, qualsiasi tipo di decollo si effettui, osservare con cura le condizioni meteo e la loro evoluzione, in quanto è estremamente pericoloso decollare con un vento di intensità pari o superiore a 25 Km/h o in prossimità di cumulonembi
        Il parapendio è senza alcun dubbio l'apparecchio più leggero che esista: in una sacca dal peso massimo di 8-10 Kg trova posto tutto ciò che serve per osservare il mondo dall'alto: ala, imbrago, strumenti e casco (più l'eventuale paracadute d'emergenza).
        Il parapendio è formato dalla vela e dai fasci funicolari che, riunendosi in cavi e nastri di dimensioni sempre maggiori, giungono fino all'imbrago, al quale sono uniti per mezzo di moschettoni con chiusura a vite.
        La vela è formata da due strisce di tessuto sovrapposte ed unite tra loro da centine forate nel mezzo. Come in tutte le ali, la superficie superiore è detta estradosso e quella inferiore infradosso.Il bordo di uscita (la cucitura posteriore tra le due strisce di tela) è chiuso, mentre il bordo di entrata presenta sempre delle aperture (dette bocche) attraverso cui, nelle fasi di decollo e durante il volo, l'aria penetra generando il "gonfiaggio" della vela ed il mantenimento della pressione al suo interno.
        Le centine hanno il compito di mantenere ad una distanza prefissata estradosso ed infradosso, proprio come accade nei materassini pneumatici da spiaggia che, senza centine, diverrebbero dei "palloni gonfiati" anzichè, appunto, dei materassini.
       
I fori nelle centine servono per mantenere una pressione uniforme all'interno dell'ala, permettendo all'aria di riequilibrare rapidamente eventuali differenze che si possono generare nei diversi punti della vela.
       
La parte di vela compresa tra due linee di inserzione dei cordini è detta cassone: questo, a sua volta, può essere suddiviso da una o più centine in due o più infracassoni: in altre parole il numero di cassoni non ci dice quante centine ha la nostra ala, bensì quante linee di inserzione dei cavi esistono. È abbastanza intuitivo che un basso numero di cassoni si traduce in una forma rigonfia e "a tubi paralleli", mentre un elevato numero di cassoni permette di ottenere un'ala dalla sezione più lineare: pochi cassoni (e dunque poche linee di inserzione) significano che ogni cavetto è chiamato a "portare" un carico relativamente elevato e questo si traduce in una sensibile "trazione" sulla vela nel punto di inserzione. Per contro molti cassoni (molte linee di inserzione) distribuiscono il carico in modo più uniforme lungo tutta la superficie velica.
        Le estremità alari terminano con bande di vela rivolte verso il basso: gli stabilizzatori.
       
Mentre un tempo la vela, quasi piatta, formava una angolo deciso con gli stabilizzatori, oggi tale angolo si è molto ammorbidito e, vista da davanti l'ala ricorda una mezzaluna: questa curvatura è detta campanatura e, insieme agli stabilizzatori, gioca un ruolo nel mantenimento dell'apertura della vela stessa (v. oltre).
       
I cavi si inseriscono nella vela tramite triangolini di tessuto, che hanno il compito di distribuire meglio il carico, rendendo più resistente l'inserzione.
       
Tutte le funi di una semiala si congiungono, tramite piccoli moschettoni a ghiera, a tre o più larghe fasce di tessuto: gli elevatori anteriori (detti elevatori A), quelli intermedi (B ed eventualmente C) e quelli posteriori; gli elevatori di ogni lato, a loro volta si riuniscono a formare uno dei due punti di aggancio del parapendio all'imbragatura.
       
Come vedremo, un'eccezione è rappresentata dalle ali (oggi poco utilizzate) per le quali è prevista anche una guida basculante: in questo caso arrivano alla selletta (che viene detta "di pilotaggio") almeno 4 moschettoni indipendenti (spesso 6), due per la semiala destra e due per quella sinistra.
       
Gli elevatori posteriori hanno un anello nel quale passa il cavo del freno che termina con una maniglia. Il cavo del freno, in prossimità della vela, si sfiocca in una serie di cavetti che si inseriscono nelle parti laterali del bordo di uscita della semiala. Un parapendio è guidabile anche senza freni, utilizzando gli elevatori posteriori, ma i primi rendono molto più preciso e meno faticoso il pilotaggio.
       
Sempre più diffuso, infine, è lo speed system o acceleratore, costituito da una coppia di cavi che, passando attraverso appositi anelli (già previsti nella maggior parte delle sellette) giungono ad una pedalina. Questi cavi sono studiati per trazionare verso il basso (quando il pilota spinge sulla pedalina) sia gli elevatori anteriori che quelli intermedi (B), anche se in misura differente: in genere gli elevatori A sono sollecitati al 100% dell'escursione mentre gli elevatori B al 50%.
In tal modo, azionando l'acceleratore, si modifica l'assetto della vela, riducendo l'angolo di incidenza lungo tutto l'ala.
       
Proprio per le sue caratteristiche di "apparecchio minimale" il parapendio deve essere perfettamente integro (non esistendo nulla di superfluo non ci si può permettere di averne alcune parti deteriorate).
       
Inoltre la struttura non è adatta a sopportare in sicurezza condizioni meteorologiche meno che ottimali: ecco l'importanza letteralmente "vitale" dello studio della meteorologia.



Il parapendio e la corretta denominazione delle sue parti.
  1. Estradosso
  2. Intradosso
  3. Centine
  4. Centine diagonali
  5. Fascio superiore
  6. Fascio intermedio
  7. Fascio inferiore
  8. Bretella
   
  1. Fasci funicolari
  2. Asola di collegamento alla selletta
  3. Anello di collegamento dell'acceleratore
  4. Filo dell'acceleratore SPEED
  5. Pulegge di rinvio
  6. Cinghie di ridistribuzione della trazione
  7. Cinghia di rinvio

 

 

Testi tratti da: http://www.manualedivololibero.com/para/para01.asp

 

 

 

 

 

 

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